Bergamo e dintorni

Città Alta e le mura medioevali

Il nucleo urbano più antico di Bergamo era ubicato sul colle, circondato dalle mura medievali, chiuso fra la Rocca (1331) e la Cittadella Viscontea (1335); si concentravano qui le fondamentali attività politiche e religiose della Città.

I Borghi e le Muraine

Oltre questo nucleo, Bergamo si è sviluppata lungo le antiche strade di accesso alle porte medievali, formando dei borghi.
Borgo Canale e Borgo S. Lorenzo sono stati successivamente racchiusi in ampliamenti medievali delle mura, mentre i borghi discendenti, Borgo S. Alessandro, Borgo Pignolo, Borgo San Tomaso, e quelli sviluppatisi nella parte piana Borgo S. Leonardo e Borgo S. Antonio, sono stato chiusi con una nuova cinta, le cosiddette muraine, negli anni 1430-1438, che costituiranno sino a tutto l’Ottocento la cinta daziaria.

Da S. Agostino la cinta delle muraine scendeva alle spalle di Borgo S. Tomaso in direzione di Borgo S. Caterina, che però ne rimaneva tagliato fuori, diviso dalle acque del Morla.
Il tracciato seguiva il corso del torrente fino alla torre di Galgario (l’unica della cinta ad essersi salvata) e di qui proseguiva per poi ricongiungersi sul colle alla cinta delle mura medievali.

L’attività economica che caratterizza Bergamo tra Quattro e Cinquecento è di tipo mercantile e finanziario.
I nobili continuano ad abitare nei palazzi di città alta, i commercianti, ora ancora più ricchi dei nobili, cosruiscono importanti palazzi lunghi i borghi.

L’attività mercantile, se in qualche misura influenza la formazione del tessuto urbano (soprattutto dei borghi) per la presenza di manifatture di panni, trova nelle piazze, sede dei mercati, i luoghi deputati durante il corso dell’anno al commercio di derrate, manufatti e monete (il mercato dei cambi resterà sino alla fine del XVIII secolo la più caratteristica delle attività finanziarie di Bergamo) e nel prato di S. Alessandro (fra i Borghi di S. Antonio e S. Leonardo) il luogo dell’annuale fiera: estrema sintesi dell’attività mercantile e finanziaria bergamasca.

quadro intero Bergamo e vecchie mura

Le Mura Venete

Nel 1561 venne avviata la costruzione della cinta muraria veneziana, i cui lavori si protrassero per alcuni decenni. Per far posto alle mura, da costruirsi a bastioni, secondo le nuove esigenze dell’arte della guerra che prevedevano l’uso delle armi da fuoco, furono necessarie massicce demolizioni, che spezzarono definitivamente l’unitarietà dell’antico tessuto urbano. Le demolizioni, alle quali invano la Città cercò in tutti i modi di opporsi, iniziarono in Borgo Canale nell’agosto 1561. Contrariamente a quanto in un primo tempo assicurato dalle autorità veneziane, anche l’antica Basilica di S. Alessandro venne demolita così come il Convento di S. Stefano dei Domenicani, la chiesa di S. Giacomo e la chiesa di S. Lorenzo.

Con la costruzione delle mura venete si definisce il nuovo assetto di Bergamo, Città Alta, la città murata con le sue 4 porte di accesso e i borghi, fuori dalle mura venete.

La Città Bassa

La costruzione del centro di Bergamo, ad opera dell’architetto Piacentini all’inizio dell’800, occuperà tutto lo spazio tra i borghi posti in piana (Borgo sant’Antonio e Borgo san Leonardo), proprio nel prato di Sant’Alessandro dove si teneva la fiera annuale, e completerà la Bergamo di oggi: la città alta, cinta dalle mura, la “città bassa”, vero centro di Bergamo e i borghi medioevali a scendere da città alta per congiungerla alla città bassa.